Apuleio

La Bella, la Bestia e l’Asino. Quella favola de « I Promessi Sposi»

Certamente a tutti sarà capitato i notare che, curiosamente, quando pensiamo a I Promessi Sposi, difficilmente i primi personaggi ad affacciarsi alla nostra mente saranno i due protagonisti. Anzi, Renzo 1319388613e Lucia mantengono per tutta la lunghezza  del romanzo un carattere quasi inafferrabile, nonostante li seguiamo puntualmente nelle loro vicende (il sopruso di don Rodrigo,il mancato matrimonio, la notte degli imbrogli, l’arrivo di Renzo a Milano, il rifugio di Lucia in convento, la rivolta dei forni, la fuga di Renzo e il rapimento di Lucia, la peste, il lazzaretto e il matrimonio) e siamo anche messi continuamente al corrente dei loro pensieri. Eppure, le immagini che per prime si affacciano alla mente quando pensiamo al romanzo non sono le loro. Sono, verosimilmente, i ritratti di Padre Cristoforo, di Gertrude, e forse, più ancora di tutti, dell’Innominato.Senza contare che anche se tecnicamente i due giovani vengono separati, e dovranno affrontare mille peripezie prima di ritrovarsi e poter felicemente convolare a giuste nozze, la storia di Renzo e Lucia non ha nulla dello stereotipo romantico, mostrando invece un realismo sano e pragmatico, un affetto sincero ma schivo e ruvido.  Escludendo evidentemente che Manzoni abbia peccato di imperizia nel rendere personaggi a rigore  secondari più memorabili ed esemplari dei protagonisti,val forse la pena di provare ad immaginare una risposta diversa. Avanti, dunque,se ne avrete la pazienza, con la speranza che questa lettura della fabula manzoniana non vi dispiaccia troppo.

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Eros, Psiche e San Valentino. Storia minima dell’amore nella cultura occidentale

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Come ogni 14 Febbraio, oggi c’è chi ride e c’è chi piange. A ridere – cioè, dantescamente, a splendere di luce-, sono gli innamorati persi negli occhi e tra i baci dell’amato; nonché i gestori di bar, pasticcerie, profumerie e gioiellerie, che in questi giorni vedono  allontanarsi  di qualche pasimages (1)so il famelico spettro della crisi. A piangere, in alcuni casi anche a disperarsi, sono invece i single per scelta di un altro, che non ricambia i loro sentimenti o li ha magari abbandonati (per risparmiare sul regalo?!?…….), e che mai come oggi, ancor peggio che a Natale, si sentono degradati a rifiuti umani, risucchiati da un gorgo di solitudine e di inadeguatezza che minaccia di triturarli. A loro dunque,è dedicato a questo post, perché abbiano la consolazione di sapere almeno a chi debbono- a chi dobbiamo-  l'<i> invenzione </i> dell’ amore così come lo conosciamo, e la sua centralità assoluta nella cultura occidentale: all’incontro di Eros e Psiche.

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