Non luogo a procedere

La Risiera dell’infamia. Daša Drndić e Claudio Magris

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In occasione del Giorno della Memoria, commemorazione sempre più dolorosa e al tempo stesso sempre più necessaria, si parlerà qui, tardivamente, di due grandi libri, usciti tre anni fa, a poca distanza l’uno dall’altro: Trieste , di Daša Drndić e  Non luogo a procedere, di Claudio Magris,  che condividono la tematica degli orrori, accaduti non (solo) ad Auschwitz o Sobibór o Lublino, o Mathausen, ma nel campo di sterminio italiano, la Risiera di San Sabba, alla periferia di Trieste, quando la città apparteneva all’Adriatische Künstenland, e sul suo territorio giunse lo zelo malato di Christian Wirth a portare la propria esperienza dai campi di Lublino e Treblinka che grazie a lui funzionavano a pieno regime. Entrambi i romanzi– che vanno a costuire forse non involontariamente, un vero e proprio dittico–  sono costruiti attorno a due ricerche parallele sull’orrore, volte a ricostruire, a svelare finalmente tutti gli aspetti più reconditi di quella vicenda atroce, a liberarla finalmente da quella rete di omertà e reticenza in cui la gloriosa ricostruzione morale e civile postbellica l’aveva imprigionata, sperando di averla per sempre messa a tacere .

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I treni del Tempo. W.G. Sebald e Claudio Magris

 

Reduce dalla rilettura di Austerlitz, l’ultimo romanzo (ma  il termine romanzo è riduttivo, specie per un autore che ha fatto del superamento del confine tra generi la propria cifra artistica) pubblicato da W.G.Sebald nel 2001, e a seguito di altre ricerche sulla sua opera anche tra critica e saggi non ancora pubblicati in italiano, mi ha felicemente sorpresa scoprire quale rilevanza abbia avuto per Sebald la lettura delle opere di Claudio Magris,  in particolare di Danubio , di cui Sebald  aveva recensito l’edizione tedesca a cura di Heinz Georg-Hend e a cui spesso allude anche nelle altre sue opere precedenti , come ad esempio Vertigini, ma del cui immaginario  proprio in Austerlitz si trovano molteplici e diffuse consonanze. (altro…)